Don Alessio Geretti: l’arte è occasione di sviluppo sociale

Don Alessio Geretti: l’arte è occasione di sviluppo sociale

Se non siete mai stati a Illegio, l’incontro con Don Alessio Geretti, speaker della IV edizione di InspiringPR, vi farà senza dubbio venir voglia di prendere la macchina o il treno, ovunque vi troviate, e di partire per scoprire la bellezza che si annida tra i tornanti e i 350 abitanti di questo piccolo borgo tra le montagne carniche. Don Alessio Geretti, sacerdote e curatore delle mostre d’arte che da ormai 14 anni prendono vita in questo piccolo paese, ci racconta la sua visione dell’Incontro, attraverso quelli che sono i suoi capisaldi per eccellenza: le storie.

Storie come quella di Fabrizio e Anna, coppia felicemente sposata da 15 anni, che il 15 maggio scorso ha festeggiato un altro anniversario di matrimonio insieme. Un percorso di vita che Fabrizio ha deciso di ricordare facendo una sorpresa davvero inusuale alla moglie: farle vedere Amore e Psiche di Antonio Canova. In questi giorni Illegio accende i riflettori sull’annuale appuntamento artistico e culturale curato da Don Alessio Geretti, mostra che quest’anno pone l’attenzione sull’incontro più importante di tutti, quello dell’uomo con l’Amore (Amanti. Passioni umane e divine, Illegio, Casa delle Esposizioni fino all’8 ottobre 2017). Ed è proprio in questa occasione che a Illegio arriva Amore e Psiche, ed è così che Fabrizio contatta Don Alessio per chiedergli di far incontrare Anna e il capolavoro della scultura neoclassica prima dell’apertura. Come nelle migliori storie romantiche, Anna, ignara che l’opera sia nel suo paesino, si trova ad accompagnare Don Alessio nell’allestimento della mostra, fino a quando vede davanti a sé i due amanti. E lì rimane senza parole, in un incontro fatto di bellezza, stupre e tanto altro per cui le stesse parole rappresentano un limite. Come spiega Don Alessio, è lì che avviene l’incontro reale, l’Arte stessa si fa incontro. Essa non è né un bene di consumo, né un rifugio, né semplicemente un intrattenimento estetico: l’arte è occasione di incontri significativi, capace di mettere in moto dinamiche di sviluppo sociale.

Proprio quello che è accaduto a Illegio negli ultimi anni l’ha trasformato in un incontro continuo tra persone diventando polo turistico in modo inaspettato: da paese in cui i ragazzi pensavano di doversene andare per cercare la propria strada (visto che in questo paesino la strada vera e propria termina prima delle montagne) è oggi un vero punto di riferimento artistico. In 14 anni sono passate a Illegio più di trecentomila persone per ammirare ma soprattutto incontrare opere d’arte provenienti dai più famosi musei del mondo, in percorsi strutturati attraverso temi importanti su cui l’uomo si interroga. E così quei ragazzi, dalle poche prospettive, si sono trovati di colpo a dover dialogare con le più importanti cariche del Louvre di Parigi o della National Gallery di Londra, catapultati in un universo artistico capace di allargare gli orizzonti non solo loro, ma di ogni abitante del paese.

Pensate che persino le volontarie che danno una mano a tenere puliti gli ambienti della mostra di sera in sera, donne del paese che si sono lasciate coinvolgere in questa avventura, mentre puliscono i pavimenti si chiedono a vicenda “cosa ne pensi tu del neoplatonismo fiorentino del ‘400?”.

E se le parole di Don Alessio Geretti fanno sorridere, allo stesso tempo sono in grado di calare lo spettatore nell’atmosfera più profonda che si respira a Illegio:

l’Arte è una forma di incontro con qualche verità, qualche bellezza e qualche bene che ci introduce alla possibilità di incontrare tutta la verità, tutta la bellezza e tutto il bene di cui abbiamo infinita ambizione.

Ma se l’arte è una forma di incontro che permette a sua volta di farci incontrare verità, bellezza e ambizione, ci si domanda: da dove nasce? Don Alessio Geretti ha le idee chiare: “l’Arte esiste perché contiene un potenziale spirituale e risveglia quello che si trova dentro di noi, abituandoci a vedere meglio e a vedere altrimenti”. Ed è qui che nasce l’incontro tra gli uomini, legati dall’Arte: quei giovani, che l’hanno incontrata e la illustrano ai visitatori, di opera in opera non spiegano solo come sia stato grande l’ingegno o la creatività dell’artista o la fortuna che possa aver avuto nei secoli, quei giovani aiutano a decifrare i messaggi che l’arte vuole trasmettere, a rispondere alle domande che le opere stesse sono in grado di suscitare in chi le osserva, come ad esempio, in questo caso, cosa sia l’amore, come sia possibile distinguere quello autentico da quello apparente, o se l’amore stesso vincerà sulla morte.

Eccolo, l’incontro, messo in moto dai racconti, come quelli che gli abitanti di Illegio, appena usciti dalla mostra, sono soliti raccontare ai visitatori, immergendoli nelle storie delle loro famiglie e delle loro vite, in un contesto quasi surreale, un mondo meno freddo e rumoroso di quello in cui viviamo ogni giorno, luogo diverso dalle città in cui regnano fretta e rumore, nemici della vita interiore, nostalgia di qualcosa di differente. E se l’idea di incontrare l’arte in questo piccolo borgo che vive di racconti ci ha fatto titubare mentre salivamo i tornanti per raggiungerlo facendoci chiedere se avessimo sbagliato strada, capiamo invece che era necessario capitare in un luogo tanto lontano dalle metropoli affannate per predisporci a vivere l’opera in un giusto equilibrio con la vera Bellezza. Gli incontri ogni giorno sono molti, a volte tantissimi ma come dice Don Alessio Geretti nessun incontro è identico all’altro: c’è incontro e incontro e dipende dalla nostra predisposizione interiore e di chi, del dove, e del come incontriamo.

Perché alla fine l’incontro è proprio questo: un’introduzione a nuove realtà da scoprire e vivere, capaci di andare ma soprattutto di portarci oltre.

 

di Giada Rizzi

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