Inspiring People: Gabriele Persi

Conosciamo gli speaker di InspiringPR: GABRIELE PERSI risponde ad alcune domande dei ragazzi del Digital Team, un gruppo di giovani professionisti e studenti UniFerpi che gestiscono i social media di InspiringPR.

 1. Cos’è l’ispirazione? 

Una luce mentale. Quante situazioni sono così complesse da sembrare senza via d’uscita? O quante volte non riusciamo a liberarci da una sensazione fastidiosa? Per me l’ispirazione è liberazione: sia quando illumina la strada più imprevedibile per superare un problema, sia quando diluisce un’emozione fino a farla uscire senza ferite dai pori dell’anima.

2. Seconda domanda a bruciapelo… perché è tanto importante comunicare l’innovazione?

Perché altrimenti non esisterebbe.

L’innovazione nasce quando “qualcosa” diventa beneficio comune: un approccio, un ideale, un metodo tecnologico. Una scoperta, ad esempio, diventa “innovazione” se e quando qualcuno trova un modo per applicarla, industrializzarla e portarla sul mercato. Senza comunicazione, l’idea o il risultato scientifico resterebbero nella testa o nel laboratorio di chi l’ha inventata.
Una domanda mi affascina da sempre: chissà quante invenzioni geniali non sono diventate “innovazione” per sfortuna, tempistiche sbagliate o perché “a noi non serve comunicare”?

3. Ti occupi di settori tradizionalmente “meno sostenuti” dalla comunicazione: tecnologia applicata, scienze, ricerca e innovazione… perché, secondo te, in questi settori si dà meno importanza al ruolo della comunicazione?

Appunto: “a noi non serve comunicare”.

È il classico approccio che molti ingegneri o ricercatori hanno avuto nel passato. E avevano ragione: il loro prodotto o la loro ricerca funzionava, il loro compito era finito. Solo che in altri Paesi esiste da anni un sistema più efficace di trasferimento di questi risultati a chi può industrializzarli e renderli fruibili a tutti. In Italia ci stiamo arrivando: anche fra gli scienziati inizia a diffondersi l’idea che la condivisione dei risultati della ricerca è fondamentale tanto quanto la loro scoperta.

Semplice: bisogna parlare dei benefici, non delle tecnologie.

Anzi, non bisogna parlare ma bisogna mostrare.
Anzi, non bisogna mostrare ma bisogna far percepire.

Sono sempre più convinto di questo: la comunicazione dell’innovazione è la capacità di far percepire al nostro pubblico i benefici reali di un risultato scientifico o tecnologico. Con un linguaggio che non può non essere multimediale, anzi multisensoriale.

Insomma, in un mondo dove siamo bombardati dalle informazioni, il segreto è non comunicare (in senso stretto). Bisogna entrare in relazione con gli altri: ascoltare, conoscere e poi avviare un dialogo reale.

Detto così sembra strano ma vi assicuro funziona.

 

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