Tutta un’altra storia

Tutta un’altra storia

1.INT. UFFICIO – GIORNO

FEDERICO (41) è seduto alla sua scrivania, davanti al portatile. Le mani sono poggiate sulla tastiera, ma sullo schermo vediamo un foglio bianco vuoto e il cursore che lampeggia. Dopo qualche istante la porta si apre ed entra LUCA (39), un suo collega.

LUCA: A che punto sei?

FEDERICO: Lasciamo perdere, devo consegnare la sceneggiatura domani, ma non funziona e non so perché.

 

Luca si sporge e sbircia sullo schermo.

 

LUCA: Devi ancora iniziare?

FEDERICO: No, no, è che per evitare di affrontare la sceneggiatura mi sono messo a scrivere un’altra cosa.

 

Federico indica il foglio vuoto.

 

FEDERICO: Come vedi con brillanti risultati. Che ora è?

 

Luca guarda il display del cellulare che tiene in mano.

 

LUCA: Ora di andare a pranzo.

 

Federico sospira a fondo, guarda il portatile, quindi con un gesto secco abbassa lo schermo.

 

FEDERICO: Pranzo, ottima idea per procastinare ancora un po’.

 

Federico si alza e recupera una piccola palla dalla sua scrivania. Poi si coordina e mira a un piccolo canestro appeso a una delle pareti.

 

FEDERICO: Se entra paghi tu, se sbaglio pago io. Ci stai?

LUCA: Al cento per cento.

 

Federico tira, ma sbaglia, quindi scuote la testa ed esce dall’ufficio seguito dal collega.

 

2.EST. RISTORANTINO – GIORNO

Federico e Luca pranzano all’esterno del locale.

 

LUCA: Cos’è quest’altra cosa che stai scrivendo?

FEDERICO: Un articolo, per un blog.

 

Luca annuisce, poco interessato, e mangia un’altra forchettata di pasta.

 

FEDERICO: Non vuoi sapere neanche di che parla?

 

Luca annuisce meccanicamente.

 

FEDERICO: Devo scrivere un pezzo sul cambiamento.

LUCA: Ops.

FEDERICO: In che senso “ops”?

LUCA: È un argomento bello vasto.

FEDERICO: Eh, sì. E poi c’è sempre la sceneggiatura da consegnare domani. Gira a vuoto, mi pare che non funzioni niente e ho la sensazione che mi stia sfuggendo qualcosa di importante.

LUCA: E questo articolo che scadenza ha?

FEDERICO: Aveva, più che altro. Dovevo consegnarlo la settimana scorsa.

LUCA: Ops.

 

I due rimangono qualche secondo in silenzio, concentrati sui rispettivi piatti.

 

3.EST. STRADA DI CAMPAGNA – GIORNO

Federico e Luca camminano sull’argine di un fiume.

 

LUCA: La stiamo prendendo larga per tornare in ufficio.

FEDERICO: Mi serve un’idea per l’articolo.

LUCA: E anche una scusa per procastinare.

FEDERICO: Sì, mi servono entrambe le cose.

 

Federico si ferma, raccoglie un sasso piatto.

 

FEDERICO: se lo faccio rimbalzare almeno dieci volte paghi il gelato, altrimenti pago io. Ci stai?

LUCA: Al cento per cento, di nuovo.

 

Federico lancia il sasso che rimbalza una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette volte. Federico, deluso, riprende a camminare.

 

FEDERICO: Sai qual è una cosa interessante sul cambiamento? Che noi creiamo storie tutti i giorni e cerchiamo di portare un personaggio da un punto A a un punto B. E di solito quand’è che le nostre storie non funzionano?

LUCA: Quando il protagonista non cambia.

FEDERICO. Esatto. Cioè, noi scriviamo storie su personaggi che cambiano. Le persone leggono libri, guardano film o serie tv e cosa vedono? Sempre personaggi che cambiano.

 

LUCA: Ok, ho capito. Ma qual è il tuo punto?

 

Federico prende un altro sasso da terra, lo guarda, quindi lo lancia lontano, sull’altro argine.

 

FEDERICO: La gente ama le storie perché sogna di cambiare la propria vita come fanno i personaggi.

 

4.EST. GELATERIA – GIORNO

Federico mangia un gelato con Luca.

 

LUCA: Proprio non ti va di tornare in ufficio.

FEDERICO: Camminare fa bene.

 

Luca indica il gelato che tiene in mano.

 

LUCA: E serve a smaltire questo.

 

Federico annuisce, poi rimane in silenzio per qualche secondo.

 

FEDERICO: Ho appena realizzato che la mia sceneggiatura non funziona perché il personaggio non cambia abbastanza.

LUCA: Sai che vuol dire ripartire praticamente da zero, vero?

 

Federico annuisce, un po’ preoccupato.

 

FEDERICO: Buffo, no? Mi sono accorto che ho un problema sul cambiamento scrivendo un articolo sul cambiamento.

LUCA: E ora hai un pezzo da scrivere e una sceneggiatura da riscrivere. Pensi sia ora di tornare in ufficio?

 

Federico guarda l’amico e non può far altro che annuire.

 

 

5.INT. UFFICIO – NOTTE

È tardi, Federico è da solo in ufficio e il portatile è illuminato da una lampada da tavolo.

Federico scrive l’ultima parola dell’articolo, salva il file, lo trascina dal desktop all’interno di una mail.

Poi scrive il testo della mail: “CIAO MARTINA, ECCO L’ARTICOLO E SCUSAMI PER IL RITARDO: FEDERICO”.

Federico preme invio e la mail parte.

 

FEDERICO: Fatto. E adesso…

 

Federico riapre il file della sceneggiatura, si concede un lungo sospiro poi si alza, recupera la piccola palla e mira al canestro.

 

FEDERICO: Se entra vai a casa e scrivi domani, se sbagli resti qui tutta la notte a finire.

 

Federico lancia la palla.

Al RALENTY vediamo la traiettoria: una bella parabola promettente che però finisce la sua corsa sul ferro del canestro.

Federico sbuffa, quindi si siede di nuovo davanti al portatile.

Una lunga notte di lavoro lo attende. E il giorno dopo, se riuscirà a far cambiare abbastanza il suo personaggio principale, forse avrà per le mani tutta un’altra storia.

 

fine

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